L’empatia

L’empatia

1 mese ago 0 Di -

L’EMPATIA

“Se conosci il nemico e conosci te stesso, non devi temere il risultato di cento battaglie.
Se conosci te stesso, ma non il nemico, per ogni vittoria che otterrai subirai anche una sconfitta.
Se non conosci il nemico e nè conosci te stesso, soccomberai in ogni battaglia”.
Sono parole di Sun Tzu.
Ti fanno comprendere come la capacità d’interpretare il pensiero e la mente degli antagonisti, ti potrà aiutare a sconfiggerli.
Attento però: il leggere la mente può essere un’arma a doppio taglio…
Intuire ciò che passa per la testa di un uomo, ti permette d’instaurare un solido legame, ti permette di aiutarlo.
Una capacità comunque che può essere anche utilizzata negativamente, sottomettendo i più deboli, coloro che hanno poca stima di se stessi.
Voglio introdurre il concetto di empatia.
Cioè la facoltà d’identificarsi o comprendere la situazione o i sentimenti di un’altra persona.
La convinzione generale è che l’empatia ci renda teneri.
Mentre per prevalere devi saper utilizzare questo trasporto contemplativo a tuo vantaggio.
I bulli riconoscono istintivamente le debolezze delle loro vittime, ne localizzano il tallone d’achille, usando questa loro precognizione con sadismo, nuocendo loro più mentalmente che fisicamente.
Qui in America il sistema carcerario manipola l’empatia a proprio vantaggio: riconosce ed analizza il detenuto per poi disarmarlo, a livello psicologico-emotivo.
Bulli e molte guardie hanno tanto in comune.
Come la coscienza (sporca) di farla franca, con la convinzione che dell’abuso nessuno ne verrà mai a sapere…
La cattiveria ingiustificata ed il sadismo, sono spesso frutto di una vita infelice, diventano una forma di rivalsa sociale.
Per me l’empatia è poliedrica: può al contempo curare e ferire, può aiutare il debole, e l’indifeso o lo può opprimere.
Così come le radiazioni controllate possono diagnosticare, salvando vite, in eccesso, invece danno la leucemia.
Paradossalmente, io devo la mia popolarità, oltre all’ineccepibile lavoro de: “Le Iene”, alla spontanea empatia che ci caratterizza.
Al cercare d’immedesimarsi col mio modo di pensare, col mio modo di vivere, con le mie condizioni.
L’empatia tipica dell’italiano, sincera, senza secondi fini, ha recentemente concentrato su di me l’interesse di milioni di persone.
Involontariamente sono divenuto il testimonial di tutti coloro che hanno subito un sopruso.
Inizialmente la mia richiesta di giustizia era rivolta ad una cerchia ristretta di diretti interessati.
Grazie alla vivisezione de “Le Iene”, ora ha rotto la diga, ha coinvolto un’intera Nazione.
Un coinvolgimento empatico è l’unica giustificazione plausibile per le innumerevoli spontanee manifestazioni di solidarietà, per centinaia di migliaia di locandine e volantini, per migliaia di poster, cartelloni, striscioni ed adesivi…
Per le centinaia di sindaci che si sono esposti in prima persona, schierandosi al mio fianco.
L’italia con la sua gente comune, si è immedesimata in me, e’ diventata Chico Forti, arrivando inevitabilmente ad una conclusione:
“poteva capitare ad ognuno di noi!”
Con questa maledetta epidemia state vivendo situazioni insolite, come l’isolamento sociale e la restrizione di viaggi e cibo. Diventa per voi più facile immedesimarsi in chi, come me, queste condizioni le vive ogni giorno da vent’anni ed e’ qui che, comprensibilmente, subentra l’empatia.
L’italiano empatico agisce, ancora prima di pensare.
Diventa altruista più di quanto già lo sia di natura.
Io lo riscontro in ciò che avete fatto e state facendo per me.
Gandhi diceva che il debole non può perdonare, che l’essere indulgenti è una virtù dei forti (qui verrebbe naturale un gioco di parole col mio cognome…)
Se io non avessi imparato a perdonare, non sarei riuscito a sopravvivere per vent’anni, in questo castello degli orrori.
Se ricordi ogni sopruso, se agogni vendetta e lo tieni dentro accumulando rabbia ed odio, finirai, come diceva Confucio,
per scavare due fosse: una per la persona odiata ed una per te stesso.
Io sono tutt’altro che perfetto, non posso certo paragonarmi a Gandhi, Mandela o Martin Luther King, ma del loro insegnamento e pacifismo, mi nutro ogni giorno.
Qui dentro la mia unica arma e’ il sorriso..
Forzatamente ho dovuto imparare ad arrampicarmi sugli specchi, ad indossare il diniego come corazza e, come negli orologi antichi, facendo uscire la corona (senza virus!), ho imparato a rallentare ed accelerare il tempo….

Chico….