La Chico analogia!

La Chico analogia!

7 mesi ago 0 Di .

Nel dicembre 1914 nel periodo natalizio, durante la Prima Guerra Mondiale, in trincea sul fronte occidentale in Francia
con le truppe che giorno e notte cercavano con ogni mezzo di annientare il nemico, coi franchi tiratori che non perdonavano un capolino, avvenne un miracolo…
Senza alcun pre-accordo, senza capi che dirigessero i loro subalterni anzi, spesso contro le ordinanze dei capitani preposti e rischiando l’esecuzione per ammutinamento, soldati da ambo le parti, uscirono dalle loro fosse spinate lasciando le armi e si unirono ai loro odiati nemici, locati a poche decine di metri di distanza, nella terra di nessuno.
Compartirono quelle poche gavette, e caffè, cantarono suonando l’armonica a bocca, si scambiarono regali improvvisati…
Il tutto nato da azioni multiple totalmente spontanee di persone che, anteposto al soldato, ritrovarono l’uomo che alberga in ognuno di noi.
L’animale sociale che preferisce sorriso ed abbraccio ad odio e fucilate.
Nessuno mai riuscì a giustificare quel gesto comune non pianificato…
In Italia le trincee hanno lasciato il posto ai partiti…
Un fenomeno associativo, prevalente sulle fazioni, si è ripetuto più volte per me..                                                                                                            La prima volta qualche anno addietro, quando tre soldati parlamentari, proposero al Parlamento una mozione per occuparsi attivamente del mio caso. Tre parlamentari di partiti opposti, non in particolare posizione di controllo o influenza, spontaneamente presentarono una mozione parlamentare di comune accordo che incredibilmente ed unicamente venne approvata con ovazione all’unanimità…
Una prima nella storia recente del Parlamento italiano.
Purtroppo le sabbie mobili indigene nella giungla della burocrazia nostrana, oltre al fatto che il ferro si forgia caldo, ingoiarono i buoni propositi.
Un grande gesto di una Nazione unita, che non ha ottenuto un seguito effettivo.
Anche Giulio Terzi aveva tentato, in solitario come le mie navigazioni oceaniche, di attraversare il campo minato della politica, indossando un paio di ciaspole l’inevitabile calpestare la mina Marò ne decretò la sua temporanea disillusione politica.
Una frase poi pronunciata a Porta a Porta, elogiando la mia resilienza, ebbe l’effetto d’un fuoco d’artificio durante la messa papale al vaticano.
Buoni propositi però insabbiati.
Fino all’attuale Ministro degli Esteri..
Miracolosamente Luigi Di Maio, oltre ad altri importanti blitz diplomatici, è riuscito a riportare a casa sia i pescatori sequestrati in Libia, che la cooperante, ed esponendosi personalmente ora, facciamo le corna, anche il sottoscritto.
Dubito esista un italiano vedente ed udente che non ne sia al corrente.
Dopo questa premessa, voglio arrivare alle migliaia di manifestazioni spontanee in mio favore…
Imprevedibili sì, ma conoscendo l’empatia che caratterizza la nostra Nazione, non del tutto inaspettate.
Il temporaneo uscire dalla trincea di leader politici di fazioni antagoniste, il loro compartire figurativamente un caffè, sono dimostrazioni di unità in uno scenario che trasuda territorialità e compartimentazione.
Senza presunzione ed apoliticamente, io auspico alla mia classe politica, di continuare a battersi con dignità, sostituendo la dialettica ai proiettili.
Quando il dibattito è perso, l’arma del perdente è la violenza verbale…
Diceva un vecchio saggio, che il labirinto della politica lo conosceva bene.
Forse un po’ naif, mancando da oltre due decadi dalle scene nazionali, o forse utopicamente, mi piacerebbe trovare un teatro politico che disdegni le subdole manovre di Bisanzio.
In conclusione in questa mia insolita riflessione su di un argomento che mi trova ignorante, vorrei fare un ringraziamento pubblico ai tutti i politici che hanno trovato il coraggio d’uscire dalla trincea in mio supporto.
L’ipocrisia non è una mia caratteristica, comprensibile un mio essere di parte..
Ammetto che la riconferma di Maio è stata per me un gulliveriano sospiro di sollievo…
A Luigi, Riccardo, Matteo, Giorgia, Mara, Giulio, Michela, Manuela, ed i tanti altri esponenti di diverse ideologie che hanno avuto il coraggio di schierarsi per la mia causa, va la mia sincera gratitudine.
Con la speranza che la prossima sortita dalla trincea avvenga al mio rientro e non solo a Natale…

Mi auguro di trovare un fronte politico unito nel risollevare l’economia del nostro bel paese, e come unica guerra, quella contro questo invisibile nemico, chiamato pandemia!

Chico