Messaggio di Chico per la sua Trento

Messaggio di Chico per la sua Trento

2 settimane ago Off Di -

Scrivere alla tua città natale è come scrivere al tuo primogenito: pervade un traffico d’emozioni nella gola.

Ogni volta che penso alle innumerevoli manifestazioni di solidarietà dimostratemi nel corso di oltre due decadi devo attivare i tergicristalli per via degli occhi lucidi.

Benvenuti gli occhiali scuri, spesso fabbricati con policarbonato riciclato da involucri scartati..

Vi preannuncio che risparmierò l’accademico ”sarò breve ”…

Odio l’ipocrisia.. Non per nulla da bambino in val d’Ambiez, mi chiamavano la comare del Brenta: iniziavo a parlare, quasi tutte domande alla nostra base malga alle 5 di mattina, terminando alle 5 di pomeriggio, (quasi tramonto sulle dolomiti) al rifugio 22 apostoli (ho aggiunto i dieci santi che camminavano con me).

Voglio descrivere la mia città con le parole regalatemi da un pugliese diventato mio paladino e benefattore: Francesco de Lillo.

Ha viaggiato dall’oasi d’Andria nelle puglie alle terre covidiane per dare una sua testimonianza alla presentazione del mio filmato al recente festival della montagna.

Queste le parole che mi ha dedicato al suo rientro:

“sono appena rientrato a casa dalla tua meravigliosa Trento.

Sono stati due giorni che non dimenticherò.

Gente di gran cuore.

Un viaggio che ha arricchito il mio animo, che mi ha fatto comprendere ancor di più quanto affetto e pura amicizia tutti abbiano verso di te.

Tutta Trento è con te Chico.

Tutti ti ricordano con affetto ed amicizia il comitato mi ha accolto come un vero amico, mi hanno fatto visitare i luoghi dove sei cresciuto

Trento era piena di striscioni e locandine, sei ovunque Chico.”

Datemi un secondo per riprendermi perché ho lasciato il mio super uomo in una casa galleggiante 21/anni fa.

I ricordi di Savannah, la mia primogenita mi riempiono le giornate.

Così come i ricordi di Trento mi tengono vivo.

È risaputo che sono cosmopolita, ho vissuto in più città d’un ambasciatore di carriera: San Francisco, Sydney, Monaco, Parigi, Honolulu, Bali, Manila, Papeete, Noumea.

E ribadisco ciò che ha dichiarato spontaneamente mia figlia Jenna Bleu, credetemi, non imboccata, ed anche lei ha avuto la fortuna di viaggiare il mondo:

“Non esiste città che possa competere con Trento…”

Con i suoi, laghi, coi suoi castelli, e le Dolomiti.

Ogni volta che faccio vedere una foto di Castel Toblino, mi dicono che si tratta di un set di Jean Luc Besson…

Ogni volta che mostro il colore delle pale di San Martino al tramonto mi parlano di filtri magici, così come le statue di ghiaccio di Moena.

Qui chi ha visto lo speciale della CBS, è rimasto affascinato dal nostro centro storico, e dal fatto che vivessi in una casa costruita poco dopo la scoperta dell’America.

Per non parlare dei nostri laghi.

Tra canoa, vela, windsurf, camporella, pattinaggio con l’auto sul ghiaccio, ossa fratturate in salti troppo alti, credo averli testati quasi tutti, palafitte incluse.

Anche la scuola ha lasciato il suo stampo, dalle elementari con la maestra ” santa” Alberti, il primo nome gliel’ho dato io per la sua pazienza nel rispondere alle mie assidue domande.

Le medie le feci all’Arcivescovile, dove ho fatto diventare matti i polentoni, bruciando ogni mia futura ambizione a chierichetto.

Io in una scuola di preti, se ci penso è un miracolo che non sia crollato il tetto.

Comunque ero sempre uno dei più veloci, e non andavo matto per le caramelle, quindi relativamente salvo.

Al liceo galilei e da Vinci, quante ne ho combinate, fino al mio esame di maturità, dopo mille assenze.

Avete ancora un po’ di resistenza? Ok, se proprio insistete ve lo racconto, non in sintesi, ma nei dettagli, come sono solito fare: la mia prima vera avventura estrema.

Nell’orale d’italiano, l’esaminatore era un grusa che non nascondeva la sua avversità per il mio cospicuo volume d’assenze.

La sala era aperta al pubblico e straripava con amici e curiosi.

Tutti a vedere quale avrei estratto dal cilindro; l’inizio non fu dei migliori.

Grusa mi chiese di mettere i libri sul tavolo.

Il problema era che io di libri non ne avevo.

”Vedo sarà un esame breve”, esortò grusa.

”Le citerò un passo della divina commedia, vediamo se riesce almeno a localizzarne il libro…. poscia ..”

Ed io proseguendo per lui: ”che Costantino l’aquila volse contr’al verso dei cieli, cento”

Lui, stupefatto, ”ma conosce tutto il passo a memoria?”

”Si, ma non è il mio favorito.’‘ gli risposi.

Grusa dopo aver fatto rientrare la lingua dal pavimento, tentò un flebile ”ne conosce il significato?”

Gli spiegai la conversione dall’idolatria al cristianesimo come religione dell’Impero Romano…

Il significato dell’aquila e dopo avermi staccato la spina, terminò con un “ in effetti breve!”

Nell’orale di filosofia mi fu chiesto del superuomo, neanche m’avesse chiesto di descrivergli il giro al sass..

Nel rispondergli cominciai a smantellargli la penna, turbato mi chiese di ricomporla, giustificando il perché di quel mio gesto, filosoficamente.

Passai l’esame, con l’orgoglio dei miei compagni di classe.

Fra il resto Umberto,il mio compagno di banco, credo faccia parte della giunta, potrei errare visto che non sono esperto del settore.

Mi iscrissi all’ISEF e nemmeno un anno dopo rientrai in quello stesso liceo, come supplente d’educazione fisica.

Nella sala professori al vedermi ci furono un paio d’infarti.

Durante l’anno le mie classi raggiunsero il numero più elevato di fratture composte.

Poi seguirono il mio infilzare Spartacus come surrogato ballerino al teatro sociale.

La mia discesa col billy dal Palon a Ravina, e tante altre mattate.

Grazie di cuore al sindaco, meno male che ha vinto uno dei miei sette candidati favoriti.

A Paola, al comitato, al rock dei Blurred Shadows(qui ne sono circondato), al chitarrista Francesco..

Ma soprattutto a voi migliaia d’infaticabili, che continuate a fare il tifo per me.

Il prossimo anniversario però, preferirei celebrarlo lì con voi.

Un abbraccio struc

Chico