Lettera di Chico per il Premio Atreju 2021

Lettera di Chico per il Premio Atreju 2021

1 mese ago Off Di .

ATREJU 2021

 

Vi avverto, non sarò breve: è la mia serata e ne approfitto…

L’inizio è sempre d’impatto; la prima impressione.

Dire che sono emozionato per questo ambito premio sarebbe un eufemismo…

Se possibile ora sono ancora più orgoglioso della mia terra madre,
sono orgoglioso dei politici che non hanno mai smesso di lottare per rendermi giustizia,
sono orgoglioso del riconoscimento del mio voler continuare a vivere, produrre, creare ed imparare, incurante delle limitazioni poste da queste mura e catene…

Voglio ringraziare tutti voi, presenti e non, che mi state ascoltando.
In particolare:

  • Giorgia Meloni, una professionista che ammiro tanto come donna quanto come politica; senza timore si è schierata dalla mia parte,
    incurante del conveniente barcamenarsi politico,
    lei ha ritenuto fosse la cosa giusta da fare.
    Giorgia personifica il concetto di quanto le donne siano le colonne portanti di una società sana, della nostra Nazione..
    Un simbolo per le tante donne che combattono per la propria famiglia, per i propri ideali…
    Il credo di chi porta i pantaloni oramai appartiene alla soffitta con la televisione in bianco e nero e la musica in cassette;
  • Voglio complimentarmi con Walter Rizzetto, per il suo ruolo di relatore di questo importante convegno
    ringraziandolo per il fervente e continuo impegno che sta dedicando nel perorare la mia causa;

 

  • Giulio Terzi, un uomo che apprezzo e che sono fiero d’annoverare tra le mie più preziose amicizie:
    ha saputo anteporre principi e valori umani alla convenienza politica, nei miei confronti ha applicato al massimo il concetto di MOLA MIA! Così tipico della sua terra natia;

 

  • lo zio d’Italia, altrimenti conosciuto come Gianni Forti,
    per essere stato per oltre due decadi la mia instancabile voce,
    lottando imperterrito contro marosi e mulini a vento…

 

  • inoltre dato che Atreju è nato nell’alveo della politica giovanile, come “kermesse che travalica trincee ideologiche e generazionali”, devo infine menzionare Eleonora Maria Lanzone, la mia giovane e onnipresente collaboratrice di questi ultimi due anni.
    A dimostrazione di quanto sia possibile e necessario superare stereotipi politico culturali, di per sè stagnanti nel loro beneficiare la normalità delle tradizioni, invece d’incentivare il coraggio delle innovazioni…

 

Ed ora il succo del mio messaggio…

Integriamo la gioventù meritevole; consideriamo le loro osservazioni.
Perché in loro risiede il futuro della nostra terra

L’unità è segnale universale di pace, armonia e progresso;
all’opposto ricordo il motto bellico:
“dividi e conquista!”

non importa l’età
non importa l’ideologia
non importa la condizione economica
non importa il sesso
non importa il colore della pelle

Ciò che importa è il valore e la dignità dell’individuo

La nostra bella Italia,
quella stessa esaltata da mia figlia Jennableu pur vivendo nel paradiso delle Hawaii,
deve rimanere baluardo di meritocrazia; ricordandoci quanto l’indifferenza sia un male terminale, mentre l’amore è panacea..

Nell’Italia che mi sostiene, dal parlamento alla gente comune,
ho riscontrato l’unità che ritenevo estinta.

Seppur in questo mio predicato con il mio operato ho sempre cercato di far riflettere sulla brevità dei valori della vita, ma soprattutto non diamo tutto per scontato…

L’ho fatto ricordando il messaggio natalizio dell’allora ministro Giulio Terzi:
”nessuno è troppo piccolo per contribuire ad un mondo migliore”.

Con questo riconoscimento avete salvaguardato la mia dignità ed il mio onore.

Un uomo non può chiedere di più.

Con immensa gratitudine,
Chico