Andrea e Veronica Bocelli – Lettera aperta di Chico dopo la loro visita in carcere

Andrea e Veronica Bocelli – Lettera aperta di Chico dopo la loro visita in carcere

4 mesi ago Off Di .

Mi cimento…

Perché riuscire a descrivere le emozioni, gli stati d’animo ed il calore al cuore generati dalla visita di Andrea e sua moglie Veronica come mio regalo di compleanno è una challenge anche per coloro che narrare lo fanno di professione.
Soprattutto voglio cercare di raccontare l’uomo come l’ho conosciuto io…
L’artista, infatti, lo conoscono anche i pinguini non solo al polo sud, ma anche allo zoo…

Irremovibile delicatezza,
contenuto incontenibile,
pacato virtuosismo.

Un uomo che anche comunicasse a monosillabi, senza cantare, invaghirebbe comunque le folle…

Ora un amico inseparabile che mi sembra conoscere da sempre.
Quell’amico, indipendentemente dal sesso, con cui puoi affrontare ogni soggetto senza tabù, senza remore.
Un filosofo ed un religioso
amante della storia…
Quanto della donna…

Un uomo che ascolta sorridendo, ma senza ridere, le ipotesi UFO.
Un uomo che ascolta un programma radio dove il presentatore deve mantenere l’anonimato per l’audacia delle sue dichiarazioni…
Un uomo che, rifiutando la dolce vita offerta da Miami, ha optato per 5 ore seduto su di una sedia di plastica senza cuscino, compartendo cibo da spaccio militare con colui che la Florida ha sommariamente condannato alla più draconiana sentenza… Il sottoscritto.
Un uomo che mi ha cantato con voce d’angelo e ruggito leonino la filastrocca “Buon compleanno a te, Buon compleanno a te…” come interpretasse “Ave Maria” in mondovisione, coinvolgendo in coro la meravigliosa moglie Veronica, la mia infaticabile Eleonora (rientrata da NY proprio per accompagnarli visto che conosceva la procedura) ed ogni sbirro presente;
sostituendo la torta (che comunque, come il pane bianco, sarebbe deposito di gluten) con uno yougurt (gluten free) ed uno spork (spoon/fork) di plastica con un gummy bear di frutta appeso come candelina…
Immaginerete che non è stato facile spegnerla: in parte per la fiamma inesistente, ma per lo più per lacrime che, seppur trattenute, annebbiavano la vista…
Senza menzionare le quasi trenta volte che cortesemente si è alzato (dalla antidiluviana non Frau, ricordo…) a stringere la mano ai vari proseliti incogniti di passaggio (dottori, infermieri, carpentieri, sbirri e volontari) che avendolo riconosciuto in un nanosecondo, non potevano credere alla loro fortuna.
Una staffetta di lacrime, tremori e balbuzie affrontate con la dignità di colui che non disdegna richiesta, qualificandola in base alla provenienza socio/economica/razziale.
Tra la visita di Andrea e Veronica di ieri e quella di Ele la settima scorsa, mi hanno scombussolato l’albergo…
Il sorriso ha prevalso sul viso triste…
Mi era stato gentilmente richiesto da Eleonora di staccare la spina e, di tanto in tanto, di lasciar spazio anche ad Andrea che oltre a cantare, ama parlare di filosofia; cita frasi più accuratamente delle mie e converte chi lo ascolta con la metafora che “non esiste orologio senza orologiaio…”.
Non sono riuscito a frenare la mia parlata, ma devo ammettere che due parole con l’orologiaio ieri notte le devo aver scambiate pure io…
Questa visita ne è risposta…
All’uscita, appena riuscito a liberarsi da mille abbracci, c’era ad attenderlo un inequivocabile messaggio dell’orologiaio
Più unico che raro in questa località…
Un perfetto arcobaleno circolare col tesoro rivolto verso il nostro bel paese…
Dove sorge il sole, ma si beve il vino invece del sake’…

lo amavo a distanza,
conoscerlo ne ha cementato l’impressione..

A spada tratta ha sciabolato l’indifferenza…
Grazie Andrea!

Mi hai fatto il regalo di compleanno più bello della mia intera esistenza…

Sono passate sette ore ed ancora non riesco a chiudere occhio, l’adrenalina permane così come il sorriso..

Ci tenevo nel gridarlo al mondo perché ogni uomo una volta nella vita necessita felicità ed emozioni tanto intense…

Chico