La doppia storia - seconda fase

La SECONDA FASE della vicenda inizia dal ritrovamento del cadavere di Dale Pike e si sviluppa nella ricostruzione dei fatti eseguita dal p.m. Reid Rubin, della procura di Miami, al quale erano state assegnate le indagini del caso.

In questa seconda parte della vicenda entrano altri personaggi e situazioni che portano inevitabilmente ad un collegamento dell'imputato Chico Forti con il caso Versace/Cunanan.
Questi i fatti che si sono potuti accertare.
 
1) SIEGFRIED AXTMANN. Apparentemente la sua figura sembra non avere molta importanza, ma entra in quasi tutte le situazioni che riguardano Thomas Knott. Risiede a Williams Island. Va e viene dalla Germania e svolge un'attività di amministratore o prestanome per conto di altri faccendieri tedeschi, in particolare Reineck Thorsten e Matthias Ruhel. E' amico di vecchia data di Thomas Knott con cui ha condiviso gli “anni grassi” della sua disponibilità finanziaria. Conosceva perfettamente Tony e Dale Pike per aver frequentato l'hotel Pikes's ad Ibiza insieme a Knott. Era titolare di una compagnia di jet privati a Norimberga ed è molto probabile che Knott usufruisse dei suoi aerei per i propri trasferimenti. Ovviamente Axtmann conosceva le vicissitudini ed i precedenti penali di Thomas Knott e quest'ultimo non si è certamente trasferito a Miami a caso, ma aveva un recapito preciso a Williams Island presso di lui. E' presumibile che Knott si sia potuto introdurre nell'ambiente esclusivo dell'isola soltanto grazie alla protezione di Axtmann. E' sempre Siegfried Axtmann, tramite Knott, a mettere in contatto Chico Forti con un altro tedesco, Matthias Ruehl, che figurava come ultimo intestatario della house-boat dove era stato localizzato Andrew Cunanan, il presunto assassino di Gianni Versace.
           
2) REINECK THORSTEN. Sparito dalla Germania dove era ricercato per frode ed evasione fiscale (37 capi d'accusa), si stabilisce negli Stati Uniti. A Las Vegas gestisce un club gay (“Apollo Spa and Gay Center”) spesso frequentato da Andrew Cunanan (presunto assassino di Gianni Versace) durante la sua latitanza. E' anche proprietario della casa galleggiante di Miami Beach dove Cunanan si era “rifugiato” e successivamente “suicidato”. Dopo questo fatto però lascia precipitosamente gli Stati Uniti e ritorna in Germania nonostante sapesse di essere ricercato e dove infatti viene arrestato. Prima di partire Reineck trasferisce la proprietà della house-boat a Matthias Ruehl per un valore simbolico di $100. Negli Stati Uniti Reineck Thorsten si presentava anche come ambasciatore dello Stato di Sealand, una piattaforma sita nel mare del nord il cui proprietario l'aveva assurta a Principato. L'ambasciata di Sealand rilasciava anche dei documenti di identità e passaporti ritenuti falsi. Thorsten Reineck e Andrew Cunanan erano provvisti di questi passaporti.
           
3) GARY SCHIAFFO. Durante una visita alla casa galleggiante, Chico Forti un giorno trovò “casualmente” ad aspettarlo il capo della squadra investigativa di Miami, Gary Schiaffo, che aveva condotto le indagini sul caso Cunanan per conto del dipartimento criminale di Miami. Schiaffo, dimissionario dalla squadra investigativa per raggiunta età pensionabile, si offrì di procurare a Chico dei documenti riguardanti Cunanan, naturalmente dietro congruo compenso. Tra questi documenti un referto medico che testimoniava come la morte di Cunanan fosse avvenuta almeno 48 ore prima del paventato suicidio, come dichiarato dalla polizia. Schiaffo rilasciò anche delle pesanti affermazioni riportate nel filmato/inchiesta “Il Sorriso della Medusa”. Il poliziotto avrebbe dovuto anche procurare alcune fotografie del volto intatto di Cunanan, ma questo non avvenne e l'accordo con Chico Forti in parte saltò. Schiaffo per questo ebbe motivi di rancore nei confronti dell'italiano e al processo divenne uno dei principali testi dell'accusa. Dopo le dimissioni dalla polizia, Schiaffo lavorò presso il dipartimento criminale di Miami, alle dipendenze di Reid Rubin, incaricato delle indagini sull'omicidio di Dale Pike. Enrico Forti si rivolse proprio a Schiaffo per avere notizie sull'assassinio di Dale e sulla temporanea sparizione del padre Anthony, e si presentò alla polizia senza l'assistenza di un avvocato, proprio come suggeritogli da Gary.
           
4) REID RUBIN. Le indagini per l'omicidio di Dale Pike vennero affidate al prosecutor Reid Rubin. Il p.m. venne informato da Schiaffo sulla persona di Chico Forti e fu messo al corrente dell'inchiesta da lui realizzata sul caso Versace/Cunanan dove venivano messe in dubbio le dichiarazioni della polizia di Miami e dove l'attacco alla casa galleggiante era considerato una clamorosa messinscena. Le indagini preliminari furono affidate ai detective Catherine Carter e Confessor Gonzales che, guarda caso, facevano parte della squadra investigativa di Schiaffo. In seguito, la conduzione del processo ad Enrico Forti fu affidata alla giudice Victoria Platzer, anche lei membro della squadra di Schiaffo prima di essere nominata giudice.
           
5) IRA LOEWY. Avvocato dello studio legale incaricato della difesa di Enrico Forti. A Loewy venne contestata un'assoluta inefficienza nella difesa di Chico tale da far sospettare una collusione con l'accusa. Inoltre, al tempo dell'istruttoria del processo ad Enrico Forti, Loewy lavorava in un altro caso, come sostituto procuratore aggiunto presso il dipartimento criminale, in un ufficio adiacente a quello dell'accusatore Reid Rubin. Questo costituiva un chiaro conflitto d'interessi diretto, richiamato anche dalla giudice del processo in una specifica udienza. Benché Loewy avesse assunto l'impegno di informare il suo assistito Enrico Forti della situazione, non ottemperò mai a questo obbligo. Scoperta casualmente tre anni più tardi questa illegale procedura, Loewy presentò, per giustificarsi, la fotocopia di un documento di autorizzazione a procedere firmata da Enrico Forti. Di questo documento non si è mai trovato l'originale, non è mai stato allegato agli atti del processo, la firma in calce non è di Enrico Forti e quindi non si è mai voluto o potuto verificarne l'autenticità. Ira Loewy, prima di professare l'avvocatura privatamente, lavora per sei anni presso la procura di Miami. Reid Rubin era quindi suo collega ed amico.
           
6) La responsabilità più grave di Ira Loewy è quella di aver concesso l'ultima parola all'accusa nella fase finale del processo. Una singolare regola dei processi americani prevede che l'arringa dell'accusa (senza possibilità di replica da parte della difesa) determini la conclusione del dibattimento nel caso in cui l'imputato non venga chiamato a deporre durante il processo. Loewy non fece deporre Chico Forti, concedendo questo enorme vantaggio all'accusa. Reid Rubin ebbe la possibilità di esporre alla giuria una sequenza di prove circostanziali senza alcun sostegno probatorio. La giuria può fare affidamento soltanto alla propria memoria relativamente alle situazioni prospettate durante il processo, per cui al momento del ritiro in camera di consiglio pesano in modo determinante le ultime cose ascoltate. La mancanza di replica non potrà mai far rilevare ai giurati le accuse fossero veritiere oppure (come provato in seguito) infondate e inventate.
           
7) In definitiva il processo è stato basato tutto sulla menzogna estorta a Chico Forti il primo giorno del suo contatto con gli inquirenti della polizia di Miami, non tenendo nemmeno in considerazione che lui disse la verità immediatamente il giorno successivo. Non è stata prodotta alcuna altra prova oggettiva che collegasse Chico Forti all'omicidio. Niente testimoni, nessuna impronta, niente arma del delitto, DNA negativo. Anche il movente era inesistente perché impostato sulla truffa, accusa dalla quale era già stato assolto in istruttoria. Ciononostante la giudice Platzer ha convalidato il verdetto di colpevolezza, applicando il massimo della pena possibile: ergastolo senza condizionale. Gli appelli promossi per controvertire questa sentenza sono stati tutti rifiutati senza motivazione.
 
8) THOMAS KNOTT. Dopo la conferma della condanna di Enrico Forti (12 agosto 2002), il 27 settembre dello stesso anno Knott fu liberato e rimandato in Germania nonostante in Florida avesse dovuto scontare una pesante condanna detentiva per truffa aggravata. Non è mai stato possibile conoscere l’accordo raggiunto tra il tedesco e lo Stato della Florida per ottenere l’immunity.  Attualmente svolge un’attività di marketing director per conto di un’azienda tedesca denominata “Millennium International” e si occupa di vendite in time share di barche e case di lusso. Thomas Knott ha recapiti telefonici ed indirizzi e-mail in Germania, Spagna, Croazia e Dubai.
 
9) ANTHONY PIKE. Dopo i fatti di Miami l’albergatore continua a gestire l’albergo Pike's come se il contratto di vendita firmato presso il notaio German Pena non fosse mai stato sottoscritto. Il Notaio afferma invece, che il contratto è ancora valido e la proprietà spagnola dell’albergo è ancora intestata ad Enrico Forti, poiché nessun tribunale ha mai emesso un decreto di annullamento della transazione. Anthony Pike non si è mai costituito parte civile contro Enrico Forti, passo necessario per annullare il passaggio di proprietà. Nel 2005 ha organizzato un lussuoso evento per festeggiare il venticinquesimo anno di fondazione dell’hotel, girando anche un video divulgato su internet.
 
DOMANDA: Perché, nonostante l'assoluta mancanza di prove certe, la procura di Miami si è accanita tanto contro Enrico Forti fino a farlo condannare all'ergastolo senza condizionale?

 

Chico Forti - Un innocente condannato all'ergastolo