LA VICENDA - Gli antefatti

Enrico Forti, detto “Chico” nasce a Trento nel 1959 dove vive fino al conseguimento della maturità scientifica nel 1978. In seguito si trasferisce a Bologna per frequentare l’Isef, l’università di educazione fisica.

Fisicamente dotato, si dedica alla pratica di parecchi sport, dedicandosi in particolare al “windsurf” e negli anni ’80 ottiene molti successi a livello mondiale. Negli anni ’90 si trasferisce a Miami in Florida, dove intraprende un’attività di film-maker e presentatore televisivo. In seguito si dedica anche ad intermediazioni immobiliari ed è proprio svolgendo questa attività che conosce un personaggio di nome Anthony Pike, che si presenta come proprietario di un omonimo albergo sull’isola di Ibiza, in Spagna. Quest’albergo aveva goduto di una certa notorietà negli anni ’80, frequentato da parecchi personaggi del jet-set internazionale, ma in seguito ebbe un declino fallimentare. Alla fine del 1997, Anthony Pike viaggia alla volta di Miami, ospite di un tedesco di nome Thomas Knott, che da qualche tempo soggiornava a Williams Island, in un appartamento sito proprio sotto l’abitazione di Enrico Forti.

I due erano stati “compagnoni” ai tempi dorati dell’albergo di Ibiza, di cui Knott era un assiduo frequentatore. Solo in seguito, a cose fatte, si scopriranno i veri profili di questi due personaggi. In primo luogo, Pike in quel periodo si trovava in estreme difficoltà finanziarie. Knott era un “intrallazzatore” condannato in Germania a sei anni di detenzione per truffe miliardarie, sparito durante un periodo di libertà vigilata e ricomparso a Miami (ospite di altri tedeschi) a Williams Island, dove svolgeva sotto falsi documenti (procuratigli da Pike) un’attività di copertura come “istruttore di tennis”. In realtà continuava la sua “professione” di truffatore (25 accuse in poco più di sei mesi!) e l’ultima fu proprio quella tentata ai danni di Enrico Forti, convocando Anthony Pike a Miami con l’intento di vendere il citato hotel, sebbene non fosse più di sua proprietà da oltre un anno.

Durante questa trattativa, compare sulla scena Dale Pike, figlio di Anthony, che in passato era stato allontanato dall’albergo di Ibiza per gravi dissapori con il padre e probabilmente anche con Thomas Knott, suo ex compagno di baldorie. Dale Pike doveva lasciare precipitosamente la Malesia, per motivi non accertati, e ricorse all’aiuto del padre, trovandosi in questo stato di necessità completamente privo di denaro.

Anche Anthony Pike non aveva alcuna disponibilità finanziaria, e chiese l’aiuto di Enrico Forti con il quale era entrato in trattative per la compravendita dell’albergo. Forti fu disponibile e alla fine di gennaio 1998 pagò a Dale Pike il biglietto aereo dalla Malesia alla Spagna. Quindici giorni più tardi, Anthony Pike telefonò nuovamente ad Enrico Forti, prospettandogli una sua visita a Miami, questa volta in compagnia del figlio Dale. Il giorno del loro arrivo fu programmato per domenica 15 febbraio 1998. Convinse nuovamente Enrico Forti ad anticipare il denaro per pagare i biglietti aerei ed anche questa volta Forti acconsentì a pagare i biglietti ad ambedue. Alcune e-mail di Dale Pike alla fidanzata Vaike Neeme, una “ragazza copertina”. L’ultima è del 14 febbraio 1998 (il giorno prima della partenza per Miami).

In questa lettera Dale si dice ansioso di conoscere Chico, “il nuovo proprietario” dell’hotel di suo padre, che è anche un produttore cinematografico. Scrive “di avere con sé un progetto per fare un film e di volerglielo presentare”. Dale si augurava che Forti lo aiutasse a realizzare questo film. Due giorni prima della partenza, Anthony fece un’ultima telefonata ad Enrico Forti, adducendo problemi personali, spostando il suo appuntamento con lui a New York per il mercoledì successivo 18 febbraio. Suo figlio Dale invece, avrebbe comunque viaggiato a Miami, da solo, la domenica 15 febbraio ed Anthony chiese a Forti di andarlo a prendere all’aeroporto per ospitarlo a casa sua.

Forti acconsentì, ma dopo il suo incontro con Dale all’aeroporto, quest’ultimo gli chiese di essere portato al parcheggio di un ristorante a Key Biscayne, dove amici di Knott lo stavano attendendo e avrebbe trascorso alcuni giorni con loro, in attesa dell’arrivo del padre. Forti quindi gli diede un passaggio fino al luogo indicato da Dale e lo lasciò al parcheggio verso le ore 19 di quella domenica. Il suo contatto con Dale Pike, mai visto né frequentato prima di quel giorno, era durato circa una mezzora. Il giorno 16 febbraio un surfista ritrovò il cadavere di Dale Pike in un boschetto che limita una spiaggia a poca distanza dal parcheggio dove Enrico Forti lo aveva lasciato. Era stato “giustiziato” con due colpi di pistola calibro 22 alla nuca, denudato completamente ma con vicino il cartellino verde di cui viene dotato alla dogana chiunque entri negli Stati Uniti.

C’erano anche altri oggetti personali per cui fu semplice l’identificazione. La morte fu fatta risalire tra le ore 20 e 22 del giorno precedente, poco tempo dopo il suo commiato da Enrico Forti. Fu provato che Enrico Forti alle ore 20 si trovava all’aeroporto di Fort Lauderdale. Al processo infatti venne accusato e condannato come “mandante” dell’omicidio.